“Il portiere di riserva” è senz’altro un disco da raccomandare, un lavoro fuori dal tempo e dalle convenzioni che non mancherà di piacere a chi apprezza la buona musica.

Giacomino Ricci (voce camuna)

Un disco intimista, con temi che spaziano dal vissuto personale, gli anni '70 con gli amici ormai persi per strada, gli affetti familiari, i rapporti tra uomo e donna, l'abbandono, il ricordo di amori passati.

Stefano Devoti (virgilio musica)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un jazz non acid e non trattato elettronicamente ma suonato come si suona ormai da oltre 50 anni e che accompagna splendidamente l’intensa voce di Luigi “Rosybyndy” Piergiovanni.

Riccardo Delussu (suoni di cantina)

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Luigi Piergiovanni, storico editore e produttore della scena discografica romana che dietro lo pseudonimo Rosybyndy aveva già debuttato con l’album «EskoryazyonyKarmyke», un suo personalissimo viaggio nella musica elettronica. Torna con «Il portiere di riserva», nel quale ha voluto coinvolgere alcuni grandi del jazz romano come Eddy Palermo, Tom Sinatra, Francesco Puglisi.

Fabrizio Finamore (il tempo)

Circondato da un
robusto gruppo di musicisti
racconta storie in cui la politica
si mescola con i sentimenti e le
passioni con gli umori della
vita. Sono canzoni intense che
parlano con la semplicità della
poesia e la musicalità della
canzone d’autore.

Liberazione 21/01/2005

“Il portiere di riserva” è un ottimo disco in cui si sente la scrittura di una mano che per molto tempo ha maneggiato testi e musiche.

Simone Broglia (mescalina)

Dopo il clamore e la sorpresa rivelata da questo esordio (che ha portato Rosybyndy ad esibirsi anche sul palco del Mantova Musica Festival) è arrivata la svolta jazz con il “Portiere di riserva”. Un lavoro decisamente diverso, più cantautorale, un vero e proprio “inno alla vita, intense canzoni in chiave jazz dal carattere fortemente autobiografico e intimista”.

Antonio Ranalli (musicalnews)

Dopo il primo album (anch'esso corredato di un titolo provocatorio, EskoryazyonyKarmyke), proteso su dimensioni elettroniche e techno, questo nuovo lavoro approda alla canzone d'autore, dai toni intimisti ma impreziosita con colori cool jazz – efficacemente trattati da un team di strumentisti eccellenti – che riportano ad atmosfere da tempo assenti sulla nostra scena discografica. Dieci brani intensi e suggestivi.

Mario De Luigi (musica e dischi)

E' ricco di poesia questo portiere, di una calma (apparente?) e di una saggezza espressiva maturata in tanti anni di frequentazioni discografiche come produttore, arrangiatore ed editore.
Sottovoce, in maniera quasi dimessa, dopo essersi presentato con il primo disco come un "...antico-moderno guru dell'elettronica...", Rosybyndy guarda ora al passato, forse con un pizzico di rimpianto di troppo, ma con la certezza e la consapevolezza di un presente fatto di rarefatte e belle canzoni per potercelo raccontare.

Ivan Masciovecchio (rock shock)

In redazione ci siamo piacevolmente sorpresi quando abbiamo infilato nel lettore Il Portiere di Riserva, secondo album a firma Rosybyndy. Lo avevamo scambiato per un disco punk, ma poi vedendo l'etichetta, Storie di Note, ci siamo ancora di più sbigottiti. E invece ...
E invece si tratta di un bellissimo disco di jazz e swing, ad opera di Luigi Piergiovanni, personaggio storico della scena musicale romana, produttore, editore, autore di tantissime canzoni.

Massimo Garofalo (rock shock)